febbraio 27, 2012

from me to you

avete notato la nuova nenina qui a destra? l'ha disegnata, chevvelodicoaffare, il mio amico, nonché illustratore che io adoro, federico mariani, già autore della head del blog.
bene, le supergoodcakes di cui la mia omologa cartoon vi parla non sono altro che dolci, torte, cupcakes, muffin, cioccolatini e tutto quanto desideriate ricevere con il nuovo servizio by order che vi offre la factory.
non limitatevi a scegliere tra i dolci pubblicati, se avete una richiesta particolare che non trovate online scrivetemi e ne parleremo. mi sto specializzando amici, e citando un payoff neanche tanto famoso direi che da queste parti ormai impossible is quasi nothing ;-)

ora bando alle ciance, per restare in tema e farvi un esempio, ecco qui sopra alcuni dei dolci che ho preparato per il battesimo di una bimba, qualche settimana fa: vanilla e chocolate cupcakes, cakepops con zuccherini colorati e cocco, biscotti di frolla light a forma di culla e biberon con decorazioni di glassa, piccole meringhe bianche e rosa, maxi leccalecca di marshmallows, pop corn ricoperti di cioccolato, una torta soffice con fondente di zucchero a pois bianchi e infine queste adorabili e deliziose ciambelle rosa ripiene di nutella di cui, già che ci sono, vi lascio la ricetta :-P


500 gr. di farina
125 gr. di burro morbido
200 gr. di zucchero
150 ml. di latte tiepido
2 uova intere
10 gr. di ammoniaca per dolci
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina
bagna di alchermes e zucchero q.b.

lavorare il latte tiepido, il burro a temperatura ambiente e lo zucchero in una ciotola. aggiungere le uova, il sale e la vanillina, per ultime la farina e l'ammoniaca per dolci.
impastare tutti gli ingredienti e lasciarli riposare in frigo per almeno un'ora.
quindi rovesciare l'impasto, che a questo punto avrà acquistato una consistenza più sostenuta, su un piano di lavoro infarinato e dividerlo in pezzi, aiutandosi con un coltello. creare delle sfere e poi delle strisce cicciottelle, chiudendole ai lati dando loro la classica forma a ciambellina (non preoccupatevi se i lembi sembrano aprirsi, con la cottura si sistema tutto).
appoggiare le ciambelle ben distanziate su una placca ricoperta con carta anti-aderente e cuocerle nel forno già caldo a 220 gradi per 10 minuti, si dovranno appena colorire.
quando si saranno raffreddate, passarle per il lato superiore in un piatto pieno di alchermes, quindi in un secondo piatto pieno di zucchero. far asciugare all'aria perché alchermes e zucchero aderiscano insieme, tagliare trasversalmente e spalmare di nutella.
chiudere e addentare, anche se dirvelo mi sembra superfluo ;-)

[la ricetta è tratta dal blog croce e delizia]

febbraio 23, 2012

music, mai così underground

angel, elephant&castle, canary whorf, cockfosters, holland park, seven sisters, whitechapel. avete mai notato quanto sono belli i nomi delle fermate della metropolitana londinese?
chiudo gli occhi e della tube ricordo chilometri di tunnel percorsi a piedi, correnti d’aria calda e la sensazione, ogni volta, di scendere quasi al centro della terra, sedili colorati, un paio di topolini che corrono sui binari, scale mobili di cui non si vede la fine, cartelloni pubblicitari che sembrano opere d’arte, panchine di legno in stile notting hill che nessuno rovina, muri che nessuno imbratta e musicisti di strada che suonano canzoni rock.
la stazione di euston, la scuola a tottenham court road, l’immancabile notting hill gate, leicester ― laisester? leeeesteeer! ― square, marble arch, oxford e piccadilly, lancaster gate che è un po' la fermata di casa, liverpool e bond street, tufnell ― la paura fa novanta ― park.

divagazione dovuta. infatti volevo dirvi che ho trovato un poster a cui va sicuramente riservata una posizione sul muro: l’ha creato dorian lynskey, critico musicale del guardian, partendo dalla grande rete sotterranea che fa battere il cuore di londra e sostituendone le fermate con i gruppi e gli artisti musicali più influenti degli ultimi 100 anni.
così la bakerloo è la linea del soul, la hammersmith&city quella dell’elettronica, la circle suona pop e la piccadilly blues, la northern balla hip-hop, la overground viaggia sulla corrente del british folk e la district rockeggia (con gli oasis fermi a uno dei quattro capolinea e grandi assenti come arctic monkeys e kasabian. dorian, sia chiaro, ti perdono solo perché la piantina è stata disegnata nel 2006).
osservate con attenzione come la map incrocia alla perfezione generi, contaminazioni, influenze, vecchie glorie e rockstar di oggi. this station is basement jaxx, change here for pop, soul and rock line... se la musica vi appassiona, il gioco vi piacerà ;-)

navigando ho scovato un’altra versione della music map, tutta in versione rock and roll: l’ha realizzata il designer italiano alberto antoniazzi ed è acquistabile online.
se invece vi attirano affissioni, poster e locandine vintage della tube, vi consiglio vivamente di visitare la sezione shop del sito london transport museum, ci sono certe chicche...

febbraio 20, 2012

mandorlata con streusel di zucchero e pinoli

questo dolce è dedicato a massi. al mio amico massi del caicco, genovese doc che a settembre aveva contribuito a farmi trascorrere quel famoso e memorabile week end ligure, talmente bello che ne avevo scritto anche qui.
massi però, io ora dico: va bene la russia con amore, va bene il lavoro, va bene tutto, ma lo sai che da quel dì io sto ancora aspettando la ricetta della pinolata che tanto remescio mi aveva procurato e che tu mi dovevi mandare?! altro che massimo il preciso, mannaggia a te!

dovete sapere che trovare online una ricetta decente dell'originale pinolata ligure è una roba praticamente impossibile: ne esiste una toscana con un sacco di burro, un’altra di provenienza incerta che non mi convince neanche un po', versioni sparse e varie a dir poco confuse. così, dopo soli sei mesi di attesa ho deciso di arrangiarmi e fare di testa mia, che è sempre un'idea che paga.
ho raccolto ricette qua e là e mi sono inventata un dolce facilissimo che si cucina come una torta ma si serve a cucchiaiate in coppette singole (o si mangia con nonchalance direttamente dalla tortiera, mamma docet). ha una base morbida di mandorle sotto e una specie di streusel croccante di zucchero e pinoli sopra (lo streusel è una copertura di briciole di zucchero, burro e farina, da non confondere con il crumble, mi raccomando).
se cominciate non riuscirete a smettere. ne prendo ancora una cucchiaiatina...
se non amate la pasta di mandorle, astenetevi.
per tutti gli altri, ecco la ricetta.

200 gr. di mandorle pelate
300 gr. di zucchero
1 cucchiaino di ammoniaca per dolci
4 albumi
100 gr. di pinoli
zucchero, zucchero a velo e pinoli q.b.

tritare insieme le mandorle e lo zucchero fino a ottenere un composto fine; aggiungere l'ammoniaca per dolci e mescolare.
sbattere gli albumi con un pizzico di sale montandoli a neve ben ferma e incorporarvi piano le mandorle zuccherate, mescolando dal basso verso l'alto per amalgamare bene tutti gli ingredienti.
versare l'impasto in una tortiera rotonda foderata con carta da forno, livellare con il dorso di un cucchiaio, ricoprire con i pinoli e con una spolverata di zucchero.
cuocere nel forno a 170 gradi per 35-40 minuti o comunque finché pinoli e zucchero non diventano una crosta croccante e leggermente ambrata.
aiutandosi con un cucchiaio, dividere la torta in coppette singole, decorare con zucchero a velo, qualche pinolo e servire, meglio ancora se leggermente tiepida.

ti voglio bene, ma... massi, no, questa volta non hai scusanti ;-)

[foto pinoli via imagepoint.biz]

febbraio 15, 2012

everything will be okay in the end*

tra bufere di neve e questa nuova era glaciale, tra l'influenza peggiore che mi sia presa negli ultimi cinque anni e impegni da quasi vera pasticcera (vi racconterò presto), tra notizie pessime, discussioni via facetime (mai provato? la nuova era delle litigate è già qui), momenti di tristezza profonda e altri un po’ meno, tra non ce la faremo mai, giornate di pulizie e spostamenti di mobili, sacchi di scarpe, borse e vestiti, prendiamocela con calma, giri all'ikea e pizze con mio papà, nostalgia dei miei e di quelle due pulcette delle mie gatte, ancora prima di essermene andata... tra tutto questo e molto altro, domenica scorsa ho traslocato! ho tanto voluto la bicicletta e mo' pedalo, da sola per giunta.

ora sono nella mansarda più piccola ma carina del mondo, al sesto, luminoso e silenziosissimo piano di un palazzo d'epoca, in una via milanese vergognosamente centrale.
come ho già spiegato a chi mi guarda male quando dico dove sto, non è che l'ho data a qualcuno di importante: se sono qui è per tutta una serie di congiunture fortunate, agganci e conoscenze, un insieme di cose che riassumerei per semplicità con la parola culo, e scusate se ogni tanto ne becco un po' pure io.

per ora c'è l'indispensabile e quel che c'è è tutto bianco.
assenti, ma devono arrivare al più presto: tv, stereo, tappeto, tende, poltrona, scarpiere (grave), foto e illustrazioni varie appese alle pareti, un frigo pieno, i miei libri da persona normale, il mio robot (gravissimo) e lo scatolone con tutto il necessaire per cucinare i dolci (graverrimo).
presenti: un vago ottimismo incerto, tanto tempo per me, pc e connessione ultraveloce, scorte post-nucleari di cose per colazione, i miei libri da invasata di dolci, la sveglia puntata un'ora dopo (massima goduria), il buon proposito di cucinare bene anche il salato, una lista infinita di cose da fare e persone da invitare.

sono felice, certo. ma credevo lo sarei stata di più, e non so se mi spiego. sono felice, chiaro. ma.

[...] *and if it's not okay, it's not the end.

febbraio 10, 2012

rosso, un amore che non posso [red velvet cupcakes from thbc]

bandiera rossa.
camicie rosse.
rosso fuoco.
croce rossa.
rosso passione.
luci rosse.
rosso sangue.
infrarossi.

confessione dovuta: al di là delle possibili tendenze politiche, il rosso e io viaggiamo da sempre su binari paralleli. non compro vestiti di questo colore, non scelgo oggetti che ne possiedono vaghe sfumature o tonalità e se non ricordo male, sul fondo del mio beauty dovrebbero esserci i cadaveri di due rossetti usati tre volte in un anno.
che ci volete fare? per una dolce timidona tutta rosa come me il rosso è un colore troppo forte, eccessivo, provocante, esibizionista... fastidiosamente aggressivo.

comunque, problemi psico-cromatici a parte, oggi mi tocca spezzare una lancia proprio in favore di questo colore e ammettere che i famigerati e rossissimi red velvet sono così buoni, ma così buoni, che dopo il primo morso gli si perdona anche l'inaspettato e un po' inquietante interno colorato.

per chi se lo stesse chiedendo, il red velvet non è solo un vezzo da matti, ma un impasto made in usa tipico di alcuni stati centrali, dove è tradizione prepararlo in formato di torte o cupcakes, decorarlo con panna, creme di latte o formaggio e regalarlo per le feste natalizie o ricorrenze particolari come san valentino.
la leggenda narra che molti anni fa un pasticcere statunitense abbia mischiato cacao, latticello e bicarbonato di sodio scoprendo quasi per caso che questi ingredienti, a contatto e per reazione chimica, davano vita a una particolare sfumatura di rosso, a metà tra il sangue e il mattone. da allora il red velvet è diventato una vera istituzione e, come se non bastasse, alla ricetta originale oggi si aggiunge sempre del colorante, proprio per rafforzare ancor di più la tonalità di base.

che amiate il rosso o no, provate questi cupcakes, fanno un sacco scena e meritano davvero. e se ve lo dice la fan numero uno dei budini rosa, potete crederci.

per 12/14 cupcakes
60 gr. di burro a temperatura ambiente
150 gr. di zucchero
10 gr. di cacao amaro in polvere
20 ml. di colorante alimentare rosso
1 bustina di vanillina
120 gr. di latticello (60 gr. di latte + 60 gr. di yogurt bianco intero mescolati insieme)
150 gr. di farina bianca
mezzo cucchiaino di sale
mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
mezzo cucchiaino di aceto bianco
1 cucchiaino di lievito per dolci (aggiunta mia)

per la cream cheese
40 gr. di burro a temperatura ambiente
300 gr. di zucchero a velo
125 gr. di crema di formaggio

lavorare con le fruste il burro e lo zucchero per ottenere un composto sabbioso, aggiungere l'uovo e continuare a mixare finché gli ingredienti saranno diventati una crema liscia.
a parte, mescolare il cacao, il colorante e la vanillina diventeranno una specie di malta densa color mattone ― e aggiungerli alla crema di burro e zucchero.
incorporare piano il latticello e la farina setacciata, poi concludere aggiungendo l'aceto, il sale, il bicarbonato e il lievito e lavorando ancora per un paio di minuti con le fruste alla massima velocità: la crema è pronta quando è uniforme, densa e gonfia.
aiutandosi con due cucchiai, riempire 12/14 pirottini per due terzi della loro capacità e cuocere i cupcakes nel forno già caldo a 170 grandi, per circa 25 minuti.

preparare la cream cheese lavorando con le fruste il burro e lo zucchero e aggiungendo all'ultimo la crema di formaggio fredda di frigo, sempre mescolando. aiutandosi con una sac à poche, decorare i cupcakes e rifinirli con delle codette di cioccolato.

foto via nipic.com, elsa.elle.se, naiilastylez.se, hundratjugofyra.devote.se

[con questa ricetta partecipo al contest glossycupcake organizzato da glossybox]

febbraio 01, 2012

crema cotta all'arancia con sbrisolona e morbido al fondente

scusa cecco, scusa scusa scusaaaaaa! cominciamo proprio bene, praticamente è come se fossi arrivata in ritardo il primo giorno di scuola delle elementari: il mio amico chef mi ha mandato la sua prima ricetta che ormai son passate quasi tre settimane, io l'ho preparata due domeniche fa per un pranzo in famiglia, ma mi riduco a pubblicarla solo oggi.
però non è che nel frattempo sono stata a pettinare le bambole... sul libretto delle giustificazioni posso esibire due motivi più che validi che si chiamano trasloco e influenza. il primo nemmeno finito, la seconda appena conclusa ma lo dico sottovoce perché quest'anno è proprio stronza e se mi sente... ― con strascichi di dolori, raffreddore e una debolezza diffusa dovuta a questi simpatici cinque giorni di febbre a 38, sai le risate.

comunque amici, visto che è nei momenti più duri che emergono i veri talenti, io ora la smetto di piangermi addosso e voi aprite gli occhi, preparate gli ingredienti e un bel cucchiaino per l’assaggio: è il momento della prima ricetta roba da chef, crema cotta all'arancia con briciole di torta sbrisolona e morbido al fondente, ricette by cecco, esecuzione in tre fasi by nena.

per la crema all'arancia
½ litro di latte parzialmente scremato
½ litro di panna fresca
150 gr. di zucchero
5 uova intere
la scorza grattugiata di un'arancia
1 baccello di vaniglia

portare a ebollizione il latte con la panna, la scorza grattugiata dell'arancia e il baccello di vaniglia aperto, spegnere e lasciare tutto in infusione per alcuni minuti, facendo intiepidire gradualmente il composto.
nel frattempo sbattere le uova con lo zucchero fino a renderle chiare e cremose e aggiungerle alla crema, filtrata prima con un colino a maglie molto strette.
mescolare bene e versare in 6/8 bicchieri, stampini o coppette, quindi cuocere a bagnomaria (appoggiateli in una pirofila con 2 dita d'acqua) nel forno già caldo a 160° per 35-40 minuti, comunque finché la superficie sarà leggermente dorata.

per la sbrisolona
200 gr. di mandorle dolci pelate (come pelarle? in questo post)
250 gr. di farina bianca
150 gr. di farina di mais a grana fine
200 gr. di zucchero
200 gr. di burro a temperatura ambiente
2 tuorli
1 manciata di mandorle intere
un pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone

mescolare la farina bianca e quella di mais, lo zucchero, le mandorle tritate grossolanamente, la scorza di limone e un pizzico di sale.
disporre tutti gli ingredienti a fontana, fare un incavo nel centro e aggiungere i tuorli e il burro a pezzetti piccoli.
amalgamare tutti gli ingredienti sfregandoli tra le dita e creando un composto omogeneo ma grumoso. deve dare l'impressione di dividersi ma in realtà stare insieme :-)
rovesciare l'impasto a briciole in una tortiera tonda imburrata e infarinata di circa 24 cm di diametro e distribuire le mandorle intere sulla sua superficie, senza livellarla.
far assestare bene l'impasto sul fondo con qualche colpetto alla tortiera, non devono restare spazi vuoti, e infornare per circa un'ora a 180 gradi.
servire fredda con una leggera spolverata di zucchero bianco.

per il morbido al fondente
250 gr. di cioccolato fondente
250 gr. di panna fresca
25 gr. di zucchero
1 cucchiaio di rhum dolce, se piace

ridurre il cioccolato in pezzi piccoli (fondono prima e meglio), unirlo alla panna fresca e allo zucchero e far fondere il composto mescolando continuamente su fiamma bassissima o a bagnomaria, senza mai farlo bollire.
spegnere, aggiungere il rhum e riporre in frigo. dopo circa 12 ore di riposo, e tornato a temperatura ambiente, il composto sarà cremoso ma consistente, perfetto per essere lavorato.

quando tutte le preparazioni saranno pronte, completare le coppe di crema sbriciolandoci sopra la torta a piacere e decorando con una mandorla intera e una quenelle (se non siete capaci si fa così) di morbido al fondente.

cecco suggerisce di impreziosire la presentazione servendo la crema in un bicchiere tipo tumbler di vetro trasparente ed eventualmente di sostituire la sbrisolona con un paio di lingue di gatto o con un brownies sbriciolato, variante che devo dire mi stuzzica non poco!

allora, che ne dite, sarò anche arrivata tardi ma alla fine il compito non l'ho fatto proprio male, no? :-)