dicembre 31, 2011

duemilaundici, non mi mancherai

il mio duemilaundici è stato un anno particolare, una 365 giorni di montagne russe estreme e forti sbalzi d'umore. ma visto che non tutto il male viene per nuocere e che l'undici per mille motivi irrazionali sarà per me sempre un numero caro (undici, undici, a modo tuo sei riuscito a segnare la mia vita ancora una volta), arrivata al solito periodo dei bilanci che ci prende tutti a fine anno volevo provare comunque a vederci del buono. no tranquilli, non vi sto per propinare il classico elenco di propositi da realizzare o di cavolate da non ripetere, ma condividere con voi ma chi te l'ha chiesto?! ― alcune cose che quest'anno mi ha insegnato.

primo
mai e poi mai fissarsi su progetti a lungo termine e basare scelte, lavoro, persone e sentimenti solo su quelli. può succedere (e succede!) che la vita decida di scombinare tutto all'improvviso e ti faccia rimanere lì. di merda.
secondo
buttarsi d'istinto, con il cuore, il corpo e la mente nei progetti di vita in cui si crede è una cosa buona, giusta e indubbiamente bella, ma è meglio farlo senza perdere di vista i propri punti fermi, le aspettative e gli obiettivi. tradotto: senza mai perdere di vista se stessi.
terzo
chiedere consigli, ascoltare pareri, vagliare possibilità e guardare le esperienze altrui come esempi può essere un'ottima idea... da non seguire! son tutti bravi a dar giudizi sui problemi degli altri, ma nessuno sa meglio di se stesso cosa è giusto veramente. questa è la mia nuova, cinica e sacrosanta verità.
quarto
less is more. la geniale regola pronunciata da ludwig mies van der rohe funziona alla perfezione anche applicata alle persone. non è questione di cattiveria, è solo che non vedo perché dovrei sprecare amore ed energie preziose per coltivare amicizie che stringi stringi, come dire, non mi fanno felice.
quinto
secondo me la vita ti ripaga se ti sforzi di essere sincero ma cortese. diretto ma non aggressivo. coerente, anche se indeciso. pazzo, ma con un piede appoggiato per terra. con la mente aperta, la disposizione d'animo ad accogliere idee ed esperienze, il coraggio di stare zitto quando è giusto, il tempismo di mandare a quel paese chi se lo merita e un bel sorriso, sempre.

quindi grazie di tutto duemilaundici, ora puoi accomodarti fuori dalle balle :-)

dicembre 30, 2011

biscotti d'avena e cioccolata calda homemade

martedì mattina di buon’ora ho buttato i miei giù dal letto e li ho trascinati all’ikea, avevo tanti acquisti da fare per la novità che mi porta l’anno che sta per cominciare (la casina milanese nuova. non lo sapevate? ora lo sapete!).
ho ordinato una marea di cose che mi saranno consegnate solo dopo metà gennaio, ma sono tornata comunque a casa con un tot di acquisti totalmente e momentaneamente inutili: un vaso di terracotta mezzo verniciato di rosa (è un po’ che non uccido qualche pianta e non vorrei perdere l’abitudine), un set di contenitori di plastica (l’obiettivo è diventare la guru dell’organizzazione alimentare di frigo e freezer), un numero imprecisato di grucce di legno bianco (perché con gli armadi a vista non vorrai mica usare quelle scure o peggio averle tutte diverse) e la fondamentale scorta di pacchetti di kakor havre, quei biscotti svedesi all’avena che se non li avete mai assaggiati dovreste rimediare.
anzi, la vostra affezionata pasticcera di 'sta cippa si è letta gli ingredienti riportati sulla confezione, ha reinterpretato le tante versioni presenti sul web e con infinito amore vi ha sfornato ― è proprio il caso di dirlo ― la ricetta inedita, perché se vi piacciono d'ora in poi possiate decidere se comprarli o prepararveli da soli.

i biscotti d’avena, biscuits à l’avoine o oatmeal cookies che dir si voglia, sono molto nutrienti e mai eccessivamente dolci, hanno un gusto inconfondibile, pieno e genuino, perfetto per giornate freddissime come queste, e si conservano per parecchi giorni chiusi in una scatola di latta.

se avete un nipotino che vi gira per casa, amici che arrivano all’improvviso o semplicemente molta voglia di auto-coccole, potete servire i biscotti d’avena per merenda con una tazza di cioccolata calda, densa e fatta in casa, proprio come ho fatto io oggi pomeriggio: aria di neve fuori e profumo di cioccolata che si diffonde dentro, un effetto positivo assicurato su papille e umore :-)

per i biscotti d’avena
150 gr. di farina 00
150 gr. di farina d’avena
150 gr. di burro
100 gr. di zucchero di canna
50 gr. di fiocchi d’avena
1 bustina di vanillina

setacciare le due farine e mescolarle con lo zucchero e la vanillina; aggiungere il burro freddo a tocchetti e lavorare gli ingredienti come per impastare una frolla.
unire per ultimi i fiocchi d’avena (e un po’ d’acqua, se l’impasto vi sembra troppo duro) e creare una palla di pasta da lasciar riposare in frigo per circa mezz’ora.
ricavare tante palline di pasta e schiacciarle leggermente trasformandole in dischi cicciotti e spessi, appoggiarli su una teglia foderata con carta antiaderente e cuocerli nel forno già caldo a 180 gradi per 15-20 minuti. devono asciugarsi bene fuori e restare leggermente umidi all’interno (ma non crudi, occhio!).

per la cioccolata calda
600 gr. di latte (usate quello di riso o di soia per una versione light o in caso di intolleranze al lattosio)
100 gr. di zucchero di canna
40 gr. di cacao amaro in polvere
40 gr. di fecola di patate

pentolino capiente, fiamma dolce, latte, zucchero, cacao e fecola di patate setacciati, cucchiaio: mescolare, mescolare e mescolare fino a quando tutti gli ingredienti non si trasformano in una crema liscia, lucida, densa, scura, profumata... versare in quattro tazze e servire subito.
e di fronte a questa, credetemi, non c’è ciobar che tenga.

dicembre 26, 2011

www#5: what katie ate, nutmeg nanny, raspberri cupcakes



tra mangiate natalizie e impegni miei, di far dolci in questi giorni non ho voglia, tempo né spazio nella pancia.
perciò, visto che non mi sono dimenticata di voi e della reason why della factory, per l'appuntamento www di questo mese ho deciso di suggerirvi tre blog che amo: sono speciali perché propongono ricette golosissime con foto splendide su cui sbavare e a cui ispirarsi se io latito ma voi sentite un irrefrenabile bisogno di mettervi ai fornelli per preparare un dolce.

comunque torno eh, lasciate che le immagini di cioccolatini, pandori, panettoni e creme al mascarpone sbiadiscano dal mio cervello e dalle mie giornate e mi rimetterò all'opera ;-)

dicembre 11, 2011

l'ozio, l'inverno e la frolla perfetta

poi scegliete due belle mele. sbucciatele, affettatele spesse e saltatele in padella per qualche minuto con zucchero di canna, una noce di burro e tanta cannella.
infine lavate due cestini di mirtilli. cuoceteli a fuoco lento in due dita d'acqua e zucchero bianco, profumateli con vanillina e cannella a piacere e schiacciateli di tanto in tanto con una forchetta finché diventano una crema dolcissima, scura e densa.

se le frolle con le mele sono in forno e il profumo di cannella e mirtilli si sta già impadronendo della casa, avete giusto il tempo di preparare:
  • tazza di tè
  • divano e coperta
  • libro o lettore dvd

dicembre 07, 2011

cupcake couture

un sabato pomeriggio di fine novembre, il termometro vicino allo zero e milano che brilla come solo lei sa fare quando si sveglia sotto un cielo azzurro vero. la sveglia è stata lenta, il pranzo leggero e la divisa della missione del giorno prevede solo converse, jeans, una sciarpa calda e zero trucco... alice e io abbiamo appuntamento in corso di porta ticinese, si va da cupcake couture.

l'unica vetrina di questa boutique-pasticceria si affaccia sull'incrocio che unisce il corso più alternativamente strusciato di milano a via de amicis, proprio davanti alle mura laterali delle colonne di san lorenzo, e trabocca di cupcakes, biscotti, fiocchi e colori pastello. posizione e primo impatto visivo sono ottimi.
quando entriamo ci investe un profumo delicato ma avvolgente di frolla, crema di burro e tocchi di cioccolato (cioè come vorrei profumare io ogni giorno della mia vita). ci accoglie subito rossella, gentile, sorridente, la prima delle tre mamme di cupcake couture, e per iniziare ci offre una tazza di tè bollente, l'ideale per chiacchierare, scaldarci e accompagnare gli assaggi che ci saranno proposti di lì a poco.
rossella ci racconta che vive tra milano e berlino, dove l'aspettano marito e figli, che l'avventura del negozio è iniziata da pochissimo (l'inaugurazione è stata a settembre) e che è la concretizzazione del sogno di tiziana, di allison e suo di aprire a milano un posticino caldo e romantico che parlasse di dolci, stile e home decor.
noi ci guardiamo intorno come bambine e ci accorgiamo che ogni angolo, ogni ripiano, ogni pezzo d'arredamento, ogni oggetto in vendita, le luci e perfino la tappezzeria, ogni cosa sembra uscita dal film marie antoniette. è un tripudio di rosa, verdi chiari e azzurri nuvola, forse siamo finite in una specie di girone dei golosi del paradiso.

l'effetto pink sugar tocca il suo apice davanti al bancone dei dolci, e qui vi volevo.
amici, i cupcakes sono dei piccoli capolavori, deliziano gli occhi prima della lingua, del palato e della pancia. quando li addenti, le labbra si riempiono di butter cream e non puoi far altro che socchiudere gli occhi di piacere, è un riflesso incondizionato!
le varianti vanno dai classiconi al cioccolato, alla vaniglia, al mirtillo, al lampone, alla banana e al limone, fino a quelli più particolari come il velvet e il new york, alla mandorla e alla nutella, per arrivare a quelli natalizi e agli stagionali, che trionferanno in primavera con i gusti ai fiori (finora avevo trovato cupcakes floreali solo a londra, da violet cakes e sono proprio curiosa di assaggiare anche questi).

dolcezze a parte, su cupcake couture ci sono ancora un paio di precisazioni da fare.
la prima è che al di là dei cupcakes allison può preparare su richiesta biscotti e torte di ogni genere, anche personalizzate; è sufficiente ordinare tipologia e quantitativo con il giusto anticipo.
la seconda è che il bello del negozio è anche il suo essere sempre in trasformazione, perché pieno di pezzi unici scovati da rossella in germania, inghilterra e francia che cambiano di mese in mese, tutti acquistabili.

volete saperlo? io ho testato ― solo per voi un cupcake alle mele e cannella, uno alle carote e noci e uno alla zucca e datteri. poi sono tornata a casa a pancia piena e con una zuccheriera bianca a forma di? cupcake ma bravi! che mi serviva proprio ;-)

eccomi lì con rossella. quale prendo? tutti! :-P
cupcake couture
via de amicis 7, milano

[photos by alice flocco]

dicembre 05, 2011

minicupcakes [e un cake] con mandorle, limone e semi di papavero

ecco la ricetta di una torta che mi ispirava parecchio firmata jamie oliver, è profumata, semplice, piena di mandorle, semi di papavero e succo di limone.
visto che i tempi duri dei pranzi e delle cene delle feste si avvicinano, l'ho rielaborata rendendola ancora più leggera: ho aumentato la farina, diminuito la quantità di semi di papavero e sostituito il burro con l’olio. poi ho adattato l'impasto creando due versioni: prima ho preparato dei minicupcakes che sarebbero piaciuti a un bambino e che si mangiano in un solo boccone (attenzione, uno tira l'altro), poi una torta intera così fresca, leggera e profumata che piacerebbe sicuramente a mia mamma.
e speriamo sia così, perché oggi è il suo compleanno e la festeggeremo con una tranquilla cena di famiglia, un paio di regali pensati col cuore e una fetta di questo cake da smangiucchiare sorseggiando il caffè.

sorridete, perché questa settimana inizia già bene: solo lunedì e martedì di lavoro e poi parte il lungo ponte di santambroeus. cinque giorni di tempo per sé e libertà di fare un po’ di cose belle.

vi lascio la ricetta, potreste prendervela comoda e provarla in questi giorni di relax. buona torta a tutti :-)

100 gr. di olio di semi
120 gr. di zucchero
4 uova
3 piccoli limoni
100 gr. di farina
1 bustina di lievito
130 gr. di mandorle
75 gr. di semi di papavero

lavorare olio e zucchero con le fruste, aggiungere i tuorli, la scorza e il succo dei limoni, poi la farina, le mandorle tritate e il latte. per ultimi incorporare i semi di papavero.
nel frattempo sbattere gli albumi a neve morbida e unirli al composto ottenuto con gli altri ingredienti.
con l'aiuto di due cucchiaini versare l'impasto nei mini pirottini e cuocerli nel forno già caldo a 160 gradi per 15 minuti (oppure versare l'intero impasto in un'unica tortiera, alzare la temperatura del forno a 180 gradi e cuocere per 40 minuti).
lasciar raffreddare i piccoli cupcakes e decorarli con una crema preparata frullando zucchero a velo e burro in quantità uguali, con una glassa più light a base di zucchero a velo e acqua, con della panna montata o semplicemente con dello yogurt bianco dolce, come ho fatto io. e per finire, zucchero a velo in abbondanza e zuccherini colorati a piacere.

dicembre 02, 2011

coffee & kafka

lascia dormire il futuro come merita.
se si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato.

vi regalo questa perla per colazione, con la massima libertà di interpretazione. fatene ciò che volete, con cosa o chi desiderate, ma trattatela bene perché è troppo bella.