ieri sera, prima di andare alla mostra su dalì a palazzo reale, ho finalmente fatto un giro nel negozio ladurée. sì sì, proprio lui: quello francese che vende i famosi macarons.è un regalo? sì certo.
che scatola vuole? quella di galliano, grazie.
me ne vado tutta orgogliosa, con il mio sacchettino verde ed elegante, e assaggio dopo la mostra, ancora inebriata dalla visione dei paesaggi daliniani...
ho deciso di essere sincera al 100% e il mio commento, in una sola parola, è bah. sarà che in questi mesi mi ero fatta delle aspettative altissime, sarà che credevo avrei assaggiato quei piccoli dischi colorati e mi sarei sciolta dall'entusiasmo, come loro sulla mia lingua. invece l'amore non è sbocciato, ma neppure una tenera amicizia, per dirla tutta.
dunque, il negozio è bellissimo, niente da dire: sembra un bordello di lusso, una stanza vissuta da maria antonietta, tutta nastri, lampadari, carta da parati, pizzi, ottoni e colori pastello. i commessi si sono certamente calati nella parte dei cortigiani settecenteschi, infatti sono così fintamente cortesi da risultare insopportabili. i prezzi sono un po' altini: una scatoletta di 8 macarons costa 16 euro.
ma veniamo a questi benedetti dolcetti. come posso spiegarvi... c'è di meglio rende l'idea?
il macaron è un pasticcino, una specie di micro sandwich dolce, il doppio involucro di meringa abbraccia un cuore di ripieno aromatizzato di volta in volta diversamente. è una piccola bomba dolce che esplode in bocca e il suo potere persiste per poco più di un minuto, poi svanisce e lascia il posto a una gran sete. per me un dolce deve essere passionale, quasi carnale, mentre l'esperienza ladurée mi è sembrata un po' frigida.
se proprio ci tenete (e poi magari diventate macarons-addicted, ma giustamente i gusti son gusti), vi consiglio di non perdere tempo ad assaggiarne di troppo strani, scegliete i classici alla vaniglia e al cioccolato, sono i più buoni e appagano subito la curiosità.
quanto a me, ti dico addio macaron, niente di personale, ma non credo ci rivedremo.
ma veniamo a questi benedetti dolcetti. come posso spiegarvi... c'è di meglio rende l'idea?
il macaron è un pasticcino, una specie di micro sandwich dolce, il doppio involucro di meringa abbraccia un cuore di ripieno aromatizzato di volta in volta diversamente. è una piccola bomba dolce che esplode in bocca e il suo potere persiste per poco più di un minuto, poi svanisce e lascia il posto a una gran sete. per me un dolce deve essere passionale, quasi carnale, mentre l'esperienza ladurée mi è sembrata un po' frigida.
se proprio ci tenete (e poi magari diventate macarons-addicted, ma giustamente i gusti son gusti), vi consiglio di non perdere tempo ad assaggiarne di troppo strani, scegliete i classici alla vaniglia e al cioccolato, sono i più buoni e appagano subito la curiosità.
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