dicembre 31, 2010

ladu... che?!

ieri sera, prima di andare alla mostra su dalì a palazzo reale, ho finalmente fatto un giro nel negozio ladurée. sì sì, proprio lui: quello francese che vende i famosi macarons.
è un regalo? sì certo.
che scatola vuole? quella di galliano, grazie.
me ne vado tutta orgogliosa, con il mio sacchettino verde ed elegante, e assaggio dopo la mostra, ancora inebriata dalla visione dei paesaggi daliniani...
ho deciso di essere sincera al 100% e il mio commento, in una sola parola, è bah. sarà che in questi mesi mi ero fatta delle aspettative altissime, sarà che credevo avrei assaggiato quei piccoli dischi colorati e mi sarei sciolta dall'entusiasmo, come loro sulla mia lingua. invece l'amore non è sbocciato, ma neppure una tenera amicizia, per dirla tutta.

dunque, il negozio è bellissimo, niente da dire: sembra un bordello di lusso, una stanza vissuta da maria antonietta, tutta nastri, lampadari, carta da parati, pizzi, ottoni e colori pastello. i commessi si sono certamente calati nella parte dei cortigiani settecenteschi, infatti sono così fintamente cortesi da risultare insopportabili. i prezzi sono un po' altini: una scatoletta di 8 macarons costa 16 euro.
ma veniamo a questi benedetti dolcetti. come posso spiegarvi... c'è di meglio rende l'idea?
il macaron è un pasticcino, una specie di micro sandwich dolce, il doppio involucro di meringa abbraccia un cuore di ripieno aromatizzato di volta in volta diversamente. è una piccola bomba dolce che esplode in bocca e il suo potere persiste per poco più di un minuto, poi svanisce e lascia il posto a una gran sete. per me un dolce deve essere passionale, quasi carnale, mentre l'esperienza ladurée mi è sembrata un po' frigida.
se proprio ci tenete (e poi magari diventate macarons-addicted, ma giustamente i gusti son gusti), vi consiglio di non perdere tempo ad assaggiarne di troppo strani, scegliete i classici alla vaniglia e al cioccolato, sono i più buoni e appagano subito la curiosità.
quanto a me, ti dico addio macaron, niente di personale, ma non credo ci rivedremo.

dicembre 29, 2010

senza titolo#5

mi sono imbattuta casualmente nelle opere di kelly reemtsen, una pittrice americana che raffigura donne impeccabili in vestiti color pastello, perfette, eleganti, bellissime, o almeno così sembrano, visto che non compare mai neppure un viso.
devo ancora decidere se mi piacciono o mi inquietano.
non riesco a capire se sono la rappresentazione di una donna resa pazza e quasi omicida dalla monotonia, se sono un simbolo ironico della facciata perfetta di tante signore bene o se sono semplicemente le donne più moderne del mondo: belle, indipendenti, libere di indossare un abito rosa a palloncino e di potare i cespugli con le cesoie, segare una trave di legno, sistemare un tubo del bagno, prendere ad accettate, che so? chi le fa arrabbiare e poi rientrare con tutta calma in cucina e sfornare cupcakes deliziosi.
insomma, mai mai mai fermarsi all'apparenza, nemmeno di fronte a una ragazza che cucina dolci. soprattutto di fronte a una ragazza che cucina dolci.

dicembre 27, 2010

crostata di panna e marron glacé profumata al porto

a casa mia le portate principali del menu di natale variano ogni anno, ma potete star certi che nel reparto dolci non mancheranno mai i mandarini, la frutta secca, la cremina al mascarpone della mamma, il sorbetto al limone e i marron glacé.
e giusto a proposito di marron glacé, questa è la torta che ho preparato per il 25.
è molto natalizia e molto particolare, per nulla pesante (anche se con tutta questa panna può sembrare il contrario), anzi, quasi fresca per sapore e consistenza. non fatevi scoraggiare dal colorino incerto della crema, che risulterà un po' indefinito e strano: il suo gusto è buonissimo e l'accoppiata con la pasta frolla, che sprigiona note nascoste e inebrianti di porto, farà cantare jingle bells alle papille gustative di ogni vostro invitato.
so che a natale non si dovrebbero rinnegare certe tradizioni regionali, ma con questa torta noi abbiamo saltato il panettone senza troppi rimpianti.

400 gr. di farina
200 gr. di burro
100 gr. di zucchero
250 gr. di marron glacé spezzettati
200 ml. di porto
20 gr. di gelatina in fogli
500 ml. di panna fresca liquida
210 gr. di zucchero a velo

frullare nel robot la farina, il burro freddo di frigorifero fatto a tocchetti e lo zucchero, finchè non si forma un composto di briciole. unire due cucchiai di porto e continuare a mixare fino a che si forma una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo per almeno mezz'ora.
mettere ad ammorbidire la gelatina in una ciotola con acqua fredda.
intanto versare 250 ml. di panna in una casseruola con 200 gr. di zucchero a velo e mescolare fino al limite del bollore. aggiungere la gelatina strizzata e farla sciogliere bene, continuando a mescolare. spegnere il fuoco e aggiungere la panna e il porto rimasti. filtrare il liquido con un colino a maglie molto fitte e lasciar intiepidire.
togliere la palla di pasta dal frigo e stenderne 2/3 in uno spessore di 5 millimetri, rivestire uno stampo da crostata imburrato e infarinato, bucherellarne il fondo con una forchetta e cuocere nel forno già caldo a 180 gradi per 20 minuti.
poi spargere sul fondo della crostata raffreddata i marron glacé e versarci sopra poco alla volta la crema di panna e porto. mettere in frigo finché non si sarà solidificata.
intanto che la torta si fa, stendere la pasta frolla rimasta e con dei tagliapasta o con una sagoma ritagliata da un cartoncino ricavarne un grosso cuore, un fiocco di neve, un albero di natale, qualunque soggetto va bene, basta che abbia un'aria natalizia.
appoggiare la sagoma sulla placca del forno e cuocerla in forno a 180 gradi per 10 minuti. quando si sarà raffreddata, spolverizzarla con zucchero a velo e appoggiarla nel centro della crostata solidificata.

per il prossimo natale, consiglio di preparare questa crostata uno o due giorni prima e di tirarla fuori dal frigo la mattina presto, giusto dopo aver spacchettato sotto l'albero.

dicembre 23, 2010

cuori di natale

so che arrivo un po' tardi, probabilmente siete stati bravissimi e avete già finito da un pezzo i vostri regali di natale.
devo dire che anch'io quest'anno sono stata molto efficiente, tanto da aver archiviato quasi tutte le pratiche-regalo a metà di questa settimana. però mi mancavano i classici pensieri per i miei quattro colleghi preferiti e così ho pensato di preparare questi biscotti tenerissimi a forma di cuore. sono low cost, sanno di cannella e arancia (non vi sto a dire che profumo delizioso sprigionano in tutta casa) e sono a prova di principiante, ga-ran-ti-to.
questi ingredienti bastano per circa 75 biscotti di media dimensione e potete regalarli in sacchettini di carta, in piccole scatole di latta o in barattoli di vetro come questi dell'ikea, che costano una sciocchezza e una volta finiti i biscotti sono anche riutilizzabili.
il motto per questo tipo di regali è bello perché fatto a mano, quindi qualunque packaging decidiate di utilizzare andrà bene, l'importante è che si capisca che l'abbiate fatto con il cuore.

400 gr. di farina
200 gr. di burro
100 gr. di zucchero a velo
2 uova
2 cucchiai di cannella in polvere
1 fialetta di aroma d'arancia

per prima cosa, come ho già detto
qui, setacciare bene la farina e lo zucchero; quindi impastarli nel robot con il burro morbido a tocchetti finché diventano un composto sabbioso. a questo punto aggiungere le uova, la cannella e per ultimo l'aroma d'arancia e continuare a impastare fino a quando si formerà una palla. avvolgerla nella pellicola trasparente, metterla in frigo e lasciarla in relax per almeno mezz'ora.
tempo scaduto? inizia la parte divertente. preparare il piano di legno, infarinarlo, stendere la pasta più e più volte con un mattarello in un'altezza di 4-5 millimetri e ricavarne tanti biscotti, finché ce n'è. disporre i cuori sulla placca e cuocerli nel forno già caldo a 160 gradi, in funzione ventilata per 20 minuti. non di più se volete ottenere una frolla morbida e friabile, scongiurando la terribile consistenza-sasso (bisogna tener conto che generalmente i biscotti tendono a seccarsi e indurirsi un po' dopo l'uscita dal forno). lasciarli raffreddare e cospargerli di zucchero a velo.

a questo punto dovete aggiungere un pizzico di spirito natalizio e una bella manciata di fantasia per la fase dell'impacchettamento. auguri!

dicembre 17, 2010

la latteria dal 1907

se dico latteria penso a quando mio nonno veniva a prendermi alle elementari: alle 16 lo trovavo puntuale fuori dalla scuola, alle 16.10 c'era la fondamentale tappa in edicola per le figurine, alle 16.20 entravamo da giuseppe, il padrone della latteria sotto casa, a prendere l'uovo kinder, o il winner se era estate. bei tempi quelli.
a milano, in via vigevano, c'è un posto che mi ricorda la mia latteria dell'infanzia e non per niente si chiama proprio così, la latteria dal 1907 (anche se io sono nata un po' dopo eh). fuori c'è una vecchia insegna dei primi del novecento, dentro, un ambiente familiare, caldo, luminoso, ricreato con gusto e attenzione senza sembrare artefatto.

mi guardo intorno e vorrei mettermi il grembiule e farmi i codini... ma dov'è la mia cartella?
gli scaffali della latteria sono pieni di barattoli in vetro pieni di bon bon, merendine, crackers, cereali, prodotti di marchi che non trovo più al supermercato, chicche che sembrano arrivare direttamente dagli anni ottanta. cubik al mou, morbidose, gommose, girelle di liquirizia, tronchetti con ripieno colorato, biscotti al burro in bellissime scatole di latta vintage.
poi c'è l'angolo del latte fresco e degli yogurt biologici, la marmellata artigianale siciliana alla crema di pistacchio di bronte, il cioccolato e gli amaretti piemontesi, la pasta pugliese lavorata al torchio.
veramente buone le piadine fatte al momento. e veramente gentile il padrone, un signore alto e magro, con i capelli brizzolati e il baffino dall'aria furba.
se vi trovate in zona porta genova fateci un salto, ma occhio alla nostalgia ;-)

dicembre 16, 2010

frivola#15


sono una che quando va per negozi è perennemente alla ricerca di maglioni.
qualcuno sa spiegarmi se è normale?
li cerco a collo alto, di lana grossa, di lana fina, stretti stretti, larghi e avvolgenti, classici e poi particolari. e irrimediabilmente torno a casa con un cardigan.
qualcuno sa spiegarmi perché?


dicembre 13, 2010

biscosmart

mi piacciono i biscotti, non tanto quanto amo le torte, ma abbastanza per decidere che ogni tanto vale la pena dedicare un po' di farina anche a loro.
questo fine settimana volevo farne un po', volevo farli tondi con il buco per appenderli sull'albero di natale, poi però la questione albero si è rivelata, ehm ehm, più complicata del previsto e così ho desistito, ripiegando su decorazioni in stile nordico che almeno nessun animaletto può mettersi a sgranocchiare* e preparando biscotti tradizionali, da mangiare e non da appendere.

200 gr. di farina
100 gr. di burro
60 gr. di zucchero a velo
1 uovo
2 tubi di smarties (o pastiglie al cioccolato simili)

setacciare la farina e lo zucchero a velo (sembra un'operazione superflua o evitabile, ma così facendo si ottiene una pasta frolla più liscia ed elastica, piacevole anche da maneggiare) e lavorarli con il burro freddo di frigo nel robot, finché si sarà formato un impasto a briciole.
quindi unire l'uovo e continuare a mixare fino a formare una palla di pasta uniforme, che si dovrà avvolgere nella pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per circa mezz'ora. nel frattempo si possono sminuzzare gli smarties se interi sembrano troppo grossi (n.b. io l'ho fatto perché in realtà cercavo i minismarties e non li ho trovati).
tirare fuori la pasta, infarinare bene il piano di lavoro e stenderla con un mattarello, alta circa 4-5 millimetri. ricavare i biscotti con il tagliapasta nella forma preferita e decorarli con gli smarties, spingendoli perché si incastrino bene nella frolla.
cuocere nel forno già caldo a 180 gradi per 15-20 minuti.

quando ero piccola gli smarties erano ricoperti con colori sgargianti strachimici che si scioglievano sui palmi delle mani di noi bambini se li stringevamo per più di 25 secondi. oggi sui tubi c'è una bella scritta che proclama l'utilizzo di "solo colori della natura" (che poi mi devono spiegare cosa vuol dire) che saranno sicuramente più sani, ma ancora instabili: infatti con il calore si sono sbiaditi e i biscotti, oltre a essere very smart, sono usciti dal forno anche very vintage. poco male.


*e questo è l'albero della discordia. è andata che dopo aver imprecato per mezzo pomeriggio contro il vaso di un quintale, la terra che non era sufficiente, un ramo rotto, gli aghi che finivano dappertutto e un simpatico vermone che rivendicava il suo diritto di precedenza sull'albero, ho sigillato i miei biscotti in un barattolo di latta. la scusa ufficiale è che così si conservano meglio ;-)

dicembre 09, 2010

biancolatte

ho un debole per il bianco totale, soprattutto nell'arredamento. perciò lo ammetto, potrei essere un tantino di parte. però sfido chiunque a entrare da biancolatte e trattenere un oooooohhh e un gran sorriso, perché questo posto è irresistibile davvero.
che è bianco l'ho già detto? ;-)
il nome evoca subito un mondo puro, genuino e naturale; l'atmosfera è tranquilla e rilassata e ti fa sentire subito a tuo agio, nonostante il locale abbia una vocazione parecchio fighetta, ma quel fighetto del genere dai entra, non ti giudicherò.
sul menu, ricco e vario, ci sono gelati, torte, croissant, piadine, panini e insalatone: tutto buono, tutto adatto a ogni gusto, ora e rito, dalla colazione, all'aperitivo, al brunch. da non perdere il biancottino ice, la tazza di latte e cereali, la piadina integrale allo yogurt con verdure croccanti, il risolatte fatto in casa e profumato a scelta (slurp!), le tazze gelato latte-biscotti e pane-nutella.

so che può sembrare paradossale, ma se devo trovargli una pecca, devo uscire dal locale. non che la zona sia brutta, anzi, però in via turati o ci lavori o ci passi per un motivo preciso e così manca quell'atmosfera dei quartieri più distesi, che sanno prendersela comoda e non solo correre.
quindi io propongo di prendere biancolatte e così com'è spostarlo in brera, sotto la casa dei miei sogni. si può?

dicembre 05, 2010

sweet gifts are made of this // speciale regali di natale

ogni anno a dicembre, su blog e riviste, fa la sua comparsa l'immancabile e prevedibile tadadadaaan lista di suggerimenti per i regali di natale, a volte addirittura divisa per prezzo, genere, stile.
visto che sono stufa di non trovare quasi mai nulla di quello che mi piacerebbe davvero ricevere o regalare alle persone che amo, ho deciso di preparare anch'io un elenco, con la speranza di darvi qualche buona idea per i regali di natale ad amici, amori e parenti.
c'è un po' di tutto, ho pensato ai maschietti, alle mamme, alle sorelle e ai più piccoli. e ai regali da fare a se stesse ovviamente. sempre con un occhio speciale agli acquisti online. enjoy.

all cakes considered. il best seller di melissa gray che non può mancare nella libreria di tutti i veri appassionati di torte. li farete felici.
anne maa design. gioielli pezzo-unico, completamente artigianali, che mescolano materiali poveri a metalli preziosi, per un regalo molto particolare.

barbara coupe. morbidi cuscini con i nomi dei quartieri di londra, da spargere nella casa di un amante del genere, per aiutarlo a immaginare di essere là.

helvetica cookies cutter. ecco cosa succede quando una graphic designer si mette a fare biscotti. da regalare all'amica che ama il design (e i dolci).

regalo creativo. una parete della cucina che diventa lavagna, per scrivere messaggi, ricette, to-do list e idee. per la coppia di amici che sta arredando casa. o per la cameretta di un piccolo.

borsalino. un regalo un po' importante, da fare a qualcuno che abbia lo stile adatto e lo sappia portare con la giusta disinvoltura.
cakespy. nella sezione shop del sito potete trovare idee regalo super carine e ironiche che hanno come protagonisti cupcakes, pie, bacon, donought, tutti personificati. tra tazze, bags e poster c'è l'imbarazzo della scelta.

chanel 2.55. un'icona. la borsa per eccellenza. regalatela così, rosa e romanticissima a una ragazza che volete lasciare senza parole.

auto-regalo. concedersi qualche sfizio per sentirsi bellissime prima del cenone o del party di capodanno (sia che lo passiate in mezzo a un centinaio di persone, sia che vi rinchiudiate in casa con la vostra metà). andate dal parrucchiere e fatevi fare questo chignon. sta bene a tutte ed è dolce e sexy allo stesso tempo.

crumpled city. il tempo delle piantine di carta da ripiegare in 40 mosse come origami e senza successo è finito. queste sono impermeabili, appallottolabili, indistruttibili e si ripongono in un micro-sacchetto. l'amico che viaggia zaino in spalla gradirà moltissimo.

dancing in the rains. peluche cicciotti che danzano leggeri, morbidi e tenerosi, per l'amica che adora i gatti. o quella che fa la ballerina.

emma dime knitted. fiocchi e spille colorate, accessori per capelli e fasce da annodare come cravattini o cinture, tutti realizzati ai ferri, per l'amica stilosa.

french toast. gli stampi per toast che dicono bonjour. un po' di burro, marmellata e un café au lait et voilà, les jeux sont faits. solo per french-addicted.

garance doré. restiamo in terra francese: non so quanto vi potrebbe chiedere questa famosa e ricercatissima illustratrice francese (lavora anche con vogue) per un ritratto personalizzato, ma per la donna della vostra vita potreste provare almeno a contattarla.

blik wall decals. su questo sito potete trovare tanti wall stickers originali, ce n'è per ogni gusto. un'idea per l'amica che è appena andata a vivere da sola (offritevi anche di aiutarla a dipingere le pareti!).

hmc designs. pins da attaccare ovunque o magneti per rallegrare il frigo? questi sono belli e di design. da regalare in set.

j. crew. magari siete così fortuntunati che per le vacanze di fine anno ve ne andate a crogiolarvi in un paese caldo. ecco la preview della collezione p/e del marchio americano, completa di palette colore per non sbagliare un accostamento e già disponibile sul sito per lo shopping natalizio. adorabile.

just noey. le polaroid ci piacciono. se conoscete qualcuno che ci va proprio matto, questi sottobicchieri in ceramica sono il regalo perfetto da fargli.

tea cupcakes. un servizio da tè che fa il verso al nome dei cupcake. e quando i dolcetti sono finiti, è ora di bere il tè vero.

kitchen aid. questo mitico attrezzo da cucina è la 2.55 degli elettrodomestici. se vi piacciono i dolci di qualcuno (e vi piace molto anche lui/lei), potete regalarglielo e star certi che i suoi manicaretti più buoni saranno tutti per voi.

les envers. mi sono innamorata di queste borse appena le ho viste. sarà lo stile mary poppins, sarà la pelle morbida, saranno i magnifici colori e i macro-fiocchi. sono il regalo ideale per la mamma o la sorella.

mallette du chef, di mastrad. il talento per i dolci si coltiva fin da piccoli e questa magica valigetta contiene tutto l'occorrente per imparare a preparare i primi dolcetti della vita. attenzione, perché potrebbe piacere anche a bambini un po' cresciuti.

petit plat. questa artigiana francese è in grado di creare sbalorditive microsculture e gioielli ispirati al cibo. sul sito ci sono tutte le categorie, anzi, le portate. gli anelli cookie e cupcake però sono il top.

rosanna inc. ciotole e alzate in stile alice nel paese delle meraviglie fanno subito atmosfera e rendono speciale anche la torta più semplice. per una cuoca consapevole che la presentazione conta, eccome.

swiss-chriss. un giaccone caldo e bellissimo dovrebbero averlo tutti. se conoscete un ragazzo che se lo merita, regalategli questo in lana grigia, dal taglio tremendamente cool e metropolitano. farete un figurone.

teddy speaker. un orso morbido che sta bene dappertutto, abbraccia l'ipod e diffonde musica dalle zampe. carino per la cuginetta che vive con le cuffie nelle orecchie.

urbanears. ho visto queste cuffie per la prima volta a londra, da urban outfitters. ora si comprano online e finalmente anche a milano. regalatele in colori diversi secondo il carattere e lo stile, regalatele a tutti, perché tutti le adoreranno.

auto regalo/2. decidere di affrontare l'inverno con un cappotto così, dalla lunghezza e dal taglio perfetti, con alamari british e un colore che fa girare la testa a tutti e sorridere chi lo indossa.
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visto su]

ah, ammetto che l'atmosfera delle feste è stupenda e su di me ha una presa particolarmente forte (tipo: girare per milano con il naso all'insù e tornare bambina davanti a ogni vetrina), però vi faccio presente che natale arriva solo una volta all'anno... un dono pensato con il cuore invece, fatto magari in un giorno qualunque, ha un effetto di felicità strepitoso che spesso si amplifica all'infinito. provate, gli effetti potrebbero stupirvi.